Ogni giorno un pò di Vita trascorsa.
Ed io mi chiedo: l'ho trascorso bene? Perchè tanto oggi non tornerà più. Questa sera sono tornata tardi dal lavoro, e per una che ha trascorso più o meno tre anni a casa senza un lavoro decoroso, è motivo di gioia.
Anche se mi sento stanca.
Ho cucinato mentre l'ultimissimo bagliore di luce salutava il cielo, ho cucinato con ancora addosso il mio abito nero, elegante in plumetis di seta e pizzo chantilly. Giusto ho tolto le scarpe col tacco, solo per poter cucinare a piedi nudi. Cucinare in abito da sera, come se lo avessi fatto per celebrare questa nuova giornata passata.
Ed intanto penso a tutti i miei progetti e desideri e mi sono resa conto che la mia Vita ha sempre avuto un filo conduttore fiori-arte-musica-cucina-scarpe-libri.
Mi sono resa conto che la me stessa bambina viveva già di queste cose, mi sono resa conto che queste mie passioni si perdono all'inizio dei miei giorni. Mi sono resa conto che le passioni innate hanno qualcosa di magico e profondo, come un ricordo impalpabile che ti sfiora una guancia, come il vento in un mattino di sole.
Buona serata e che il senso dell'onore e della giustizia guidino i nostri passi.
E anche il buon gusto.
Sì.
...Di Rose e Vaniglia
giovedì 8 settembre 2011
martedì 6 settembre 2011
Il tortellone della Gioia.
Lo so. Non sono aulica.
Ma nella Vita serve sempre tutto ciò che è buono, pertanto sento che è mio dovere condividere questa magica dritta per ottenere "Il tortellone della Gioia". Per chi non fosse propriamente emiliano-romagnolo, dicasi "tortellone" un tipo di pasta fresca ottenuta da una sfoglia con uova e riempita con un ripieno a base di ricotta. Le variabili sono infinite.
La mia è semplice, il sugo ancora di più.
Altrimenti non lo avrei mai chiamato "della Gioia", lo avrei chiamato "del tribolo".
Trattasi al fine di alimento perfettamente goloso ed adatto a gongolare tronfi di se, quando i commensali si avventano sui piatti. E come Isabel Allende nel suo bellissimo "Afrodita" dispensava ricette su come ammaliare uomini distratti e commoventemente innocenti, posso assicurare che salvo odio dichiarato nei riguardi di qualche ingrediente presente nella ricetta, sono assolutamente adatti a rendere felice l'oggetto delle proprie brame.
Cosa serve:
una sfoglia. Tirala al mattarello per favore. Considera cento grammi di farina per ogni uovo.
Abbi cura che le uova siano provenienti da colture biologiche o almeno da galline allevate a terra. La tua coscienza sarà più serena, ed i tortelli verranno per forza più buoni.
E se la gallina è anche una tua amica, non hai altro da chiedere. Sei una persona fortunata.
La ricotta. Lascia stare. Assolutamente no quelle tristi ricottine preconfezionate che rantolano sintetiche dai banco frigo degli iper. Sono prive di carattere, alibi di ricotta. Basta.
Deve essere tassativamente di latte: ovvero non di siero. Quindi niente velleità dietetiche, questa dovrà sapere di latte ed essere freschissima. Tenete conto cento grammi di ricotta per ogni uovo. Circa. Ok?
Formaggio grattuggiato. Se vuoi fare dei buoni tortelloni devi essere necessariamente una persona generosa e non priva di mezzi. Il formaggio stagionato costa. Un piccolo finanziamento, potrebbe aiutarti. E qui ti do due e dico due opzioni:
1- Parmigiano Reggiano appena strappato alla forma intera. Con un "trenta mesi" ti cavi dagli stracci.
2- Formaggio di fossa. Profumato e sublime.
Quanto?
Abbonda bello, pena dei tortelloni dall'aspetto appetitoso ma dal cuore arido.
Come una bella donna/uomo privo di intelligenza.
Poi metti il sale, pane grattugiato qb. per assorbire l'umidità eccessiva e dare più corpo e un uovo che tenga legato il tutto.
Tortelli fatti.
Il sugo.
E qui sta il trucco.
Di soppiatto - magari puoi anche celare la tua identità con l'utilizzo di un mantello nero che copra anche il viso - appropinquati nei paraggi del reparto surgelati del tuo supermercato.
Raggiungi il reparto verdure surgelate.
Individua i funghi. Il misto funghi con porcini, perchè tanto ti sei già svenato per comprare il formaggio di fossa, e poi prendi tante buste quanti sono i commensali.
Proporzione massima: una busta 4 persone.
Fulmineo piazzali nel cestino.
Poi ti serve la panna liquida, perchè tutto dovrà cuocere piano piano fondendo e mescolando sapori ed essenze. Un barattolino da 250ml. per busta.
Dado.
Già già. Lui.
Poche storie, noi non siamo chef, ma esseri che tornano tardi dal lavoro e che passano il week end a stirare e tirare a lucido i pavimenti con Cenerentola che ti scrolla la cicca sulla testa.
Scalogno. Uno grandino.
Olio di oliva.
ASSEMBLAGGIO DEL SUGO:
1. Fai a pezzi lo scalogno, tritalo e sfogati. Mettilo in una pentola con l'olio e fallo soffriggere dolcemente. Occhio che se lo bruci puoi anche buttarlo via. Non osare utilizzarlo.
2. Butta giù i funghi ancora surgelati. Così, dalla busta. Poche storie, siamo gente spiccia noi.
3. Abbassa il fuoco, e lascia che si scongelino.
4. L'acquina che esce dai funghi renderà magico il sapore.
5. Dopo che si sono scongelati aggiungi il mitico dado, e abbastanza acqua.
6. Cuoci piano, piano, lascia che si riduca tutto. I funghi dovranno essere morbidi e la casa avrà sentori di paradiso e di baita.
7. Aggiungi la panna.
8. Non cedere alla tentazione di far bollire in fretta. Preparati a sbattere la testa contro il muro, perchè butterai via tutto causa fondo bruciato.
9. Fai ridurre, ma lascia sufficientemente liquido. I tortelloni sono esseri fatti a mano, con sfoglia porosa al mattarello. Si berranno tutto.
10. Fai bollire una pentola grande di acqua, poi buttaci i tortelli. Appena vengono a galla, buttali nella pentola col sugo.
Rigira tutto bene bene, fa assorbire.
11. Se tutto è andato bene, preparati ad inserire questa ricetta tra i tuoi "salvavita".
Ti tornerà utile in mille occasioni.
Morbida, golosa e consolatoria. Anche sexy.
Già.
Buona serata!
Dami
Ma nella Vita serve sempre tutto ciò che è buono, pertanto sento che è mio dovere condividere questa magica dritta per ottenere "Il tortellone della Gioia". Per chi non fosse propriamente emiliano-romagnolo, dicasi "tortellone" un tipo di pasta fresca ottenuta da una sfoglia con uova e riempita con un ripieno a base di ricotta. Le variabili sono infinite.
La mia è semplice, il sugo ancora di più.
Altrimenti non lo avrei mai chiamato "della Gioia", lo avrei chiamato "del tribolo".
Trattasi al fine di alimento perfettamente goloso ed adatto a gongolare tronfi di se, quando i commensali si avventano sui piatti. E come Isabel Allende nel suo bellissimo "Afrodita" dispensava ricette su come ammaliare uomini distratti e commoventemente innocenti, posso assicurare che salvo odio dichiarato nei riguardi di qualche ingrediente presente nella ricetta, sono assolutamente adatti a rendere felice l'oggetto delle proprie brame.
Cosa serve:
una sfoglia. Tirala al mattarello per favore. Considera cento grammi di farina per ogni uovo.
Abbi cura che le uova siano provenienti da colture biologiche o almeno da galline allevate a terra. La tua coscienza sarà più serena, ed i tortelli verranno per forza più buoni.
E se la gallina è anche una tua amica, non hai altro da chiedere. Sei una persona fortunata.
La ricotta. Lascia stare. Assolutamente no quelle tristi ricottine preconfezionate che rantolano sintetiche dai banco frigo degli iper. Sono prive di carattere, alibi di ricotta. Basta.
Deve essere tassativamente di latte: ovvero non di siero. Quindi niente velleità dietetiche, questa dovrà sapere di latte ed essere freschissima. Tenete conto cento grammi di ricotta per ogni uovo. Circa. Ok?
Formaggio grattuggiato. Se vuoi fare dei buoni tortelloni devi essere necessariamente una persona generosa e non priva di mezzi. Il formaggio stagionato costa. Un piccolo finanziamento, potrebbe aiutarti. E qui ti do due e dico due opzioni:
1- Parmigiano Reggiano appena strappato alla forma intera. Con un "trenta mesi" ti cavi dagli stracci.
2- Formaggio di fossa. Profumato e sublime.
Quanto?
Abbonda bello, pena dei tortelloni dall'aspetto appetitoso ma dal cuore arido.
Come una bella donna/uomo privo di intelligenza.
Poi metti il sale, pane grattugiato qb. per assorbire l'umidità eccessiva e dare più corpo e un uovo che tenga legato il tutto.
Tortelli fatti.
Il sugo.
E qui sta il trucco.
Di soppiatto - magari puoi anche celare la tua identità con l'utilizzo di un mantello nero che copra anche il viso - appropinquati nei paraggi del reparto surgelati del tuo supermercato.
Raggiungi il reparto verdure surgelate.
Individua i funghi. Il misto funghi con porcini, perchè tanto ti sei già svenato per comprare il formaggio di fossa, e poi prendi tante buste quanti sono i commensali.
Proporzione massima: una busta 4 persone.
Fulmineo piazzali nel cestino.
Poi ti serve la panna liquida, perchè tutto dovrà cuocere piano piano fondendo e mescolando sapori ed essenze. Un barattolino da 250ml. per busta.
Dado.
Già già. Lui.
Poche storie, noi non siamo chef, ma esseri che tornano tardi dal lavoro e che passano il week end a stirare e tirare a lucido i pavimenti con Cenerentola che ti scrolla la cicca sulla testa.
Scalogno. Uno grandino.
Olio di oliva.
ASSEMBLAGGIO DEL SUGO:
1. Fai a pezzi lo scalogno, tritalo e sfogati. Mettilo in una pentola con l'olio e fallo soffriggere dolcemente. Occhio che se lo bruci puoi anche buttarlo via. Non osare utilizzarlo.
2. Butta giù i funghi ancora surgelati. Così, dalla busta. Poche storie, siamo gente spiccia noi.
3. Abbassa il fuoco, e lascia che si scongelino.
4. L'acquina che esce dai funghi renderà magico il sapore.
5. Dopo che si sono scongelati aggiungi il mitico dado, e abbastanza acqua.
6. Cuoci piano, piano, lascia che si riduca tutto. I funghi dovranno essere morbidi e la casa avrà sentori di paradiso e di baita.
7. Aggiungi la panna.
8. Non cedere alla tentazione di far bollire in fretta. Preparati a sbattere la testa contro il muro, perchè butterai via tutto causa fondo bruciato.
9. Fai ridurre, ma lascia sufficientemente liquido. I tortelloni sono esseri fatti a mano, con sfoglia porosa al mattarello. Si berranno tutto.
10. Fai bollire una pentola grande di acqua, poi buttaci i tortelli. Appena vengono a galla, buttali nella pentola col sugo.
Rigira tutto bene bene, fa assorbire.
11. Se tutto è andato bene, preparati ad inserire questa ricetta tra i tuoi "salvavita".
Ti tornerà utile in mille occasioni.
Morbida, golosa e consolatoria. Anche sexy.
Già.
Buona serata!
Dami
domenica 21 agosto 2011
Ritorno...
Viaggiare. Cambiare orizzonti, la visione delle cose. Incontrare oggetti, persone luoghi. Ma anche sfumature di luce, odori, quelle piccole senzazioni che sembra non parlino alle orecchie, ma passando attraverso la pelle diventano parte di te.
Io creatura di terra, ho vissuto il mare.
In silenzio, ascoltato l'acqua che lambiva dolce o impetuosa la costa, che mi sfiorava e mi mostrava cristallina il mondo sommerso che non conosco. Pesci, conchiglie, vegetazione. Un mondo infinito e nascosto. Un mondo probabilmente molto più selvaggio di quello in superficie.
Il mare parla, il mare è madre, il mare è mutamento, il mare toglie, butta fuori e, quando restituisce, quel che ti ritorna non è più come prima.
Ho conosciuto l'esperienza dei silenzi, della meraviglia della Natura, una esplosione di Vita potente e magica, sull'isola di Pianosa. Disabitata, oramai tutto quanto costruito dall'uomo sta ritornando alle origini. Un mare trasparente dalle sfumature turchesi, pesci socievoli, oleandri maestosi dalle fioriture opulente. Spontanee piante di cappero ricoprono i muri sbrecciati, mesembriantemi, elicriso. Ho visto la luna sorgere rossa dal mare e poi splendere illuminandolo in una striscia color platino, montagne ricoperte da boschi rigogliosi, civette curiose, delfini giocosi. Ed il solito bombo, che spaventava le signore in spiaggia inseguendole divertendosi come un matto. Lo guardavo ed immaginavo le sue sensazioni: il caldo, la brezza che gentile gli sfiorava la pelliccia e gli rinfrescava le ali. Il vento tra le antenne, la dolcezza dei fiori di ibisco. La sensazione di divertito potere che otteneva facendo scappare delle creature tanto più grandi di lui.
Domani (fortunatamente) si torna al lavoro. Pronte ci sono le bollette arrivate in attesa di essere pagate, io mi sto spellando irrimediabilmente e ho lasciato mezzo molare attaccato ad un pezzo di cocco sulla spiaggia della Biodola. Povero il mio molare, almeno è morto felice, adorava il cocco.
Nell'aria c'è il cambiamento, ed ogni cosa è in continuo divenire. Come la marea: vorrei essere come un granello di sabbia. Piccolo, inosservato, apparentemente insignificante. Ma quel granello di sabbia, è comunque parte della spiaggia, un granello di sabbia sopporta tutte le mareggiate senza danni, perchè è piccolo ed al massimo cambia di posto. Un piccolo eterno granello di sabbia.
lunedì 8 agosto 2011
Ogni alba è l'inizio di un nuovo mondo.
Benvenuti! Tra percorsi di fiori e profumo di vaniglia, apro oggi questa mia casa virtuale. Uno spazio ove dar voce a ciò che amo, uno spazio per dar voce a ciò che credo.
Vorrei poter trasmettere la gioia che dona il verde, la mia passione per la cucina - ed in particolare per i dolci - ma sarà spazio aperto a tutto ciò che porta in se luce e buono. Ogni assoluto avrà il suo spazio e sarà il benvenuto.
Uno spazio delicato e sereno, per ricordare allo sperduto viaggiatore che ove sarà il tuo tesoro, qui sarà il tuo cuore. Perchè per quante cose accadano, per quante cose ci separino, per quanto dolore avvenga, abbiamo un cuore grande, un cuore che necessita di tesori - per non morire.
Cerchiamo veri tesori, andiamo con coraggio nel mondo per trovarli, e li troveremo. E la saggezza, allora, sarà di curarli e amarli e farli crescere. La vera difficoltà, a volte è di imbatterci in un tesoro e non riconoscerlo.
Auguro a tutti di saper cercare la propria strada, di riconoscerla e di avere la forza e la perseveranza incrollabile per percorrerla sino in fondo, sino alla fine dell'arcobaleno.
Dami.
(foto di Aurorablu)
(foto di Aurorablu)
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