domenica 21 agosto 2011

Ritorno...

Viaggiare. Cambiare orizzonti, la visione delle cose. Incontrare oggetti, persone luoghi. Ma anche sfumature di luce, odori, quelle piccole senzazioni che sembra non parlino alle orecchie, ma passando attraverso la pelle diventano parte di te.
Io creatura di terra, ho vissuto il mare. 
In silenzio, ascoltato l'acqua che lambiva dolce o impetuosa la costa, che mi sfiorava e mi mostrava cristallina il mondo sommerso che non conosco. Pesci, conchiglie, vegetazione. Un mondo infinito e nascosto. Un mondo probabilmente molto più selvaggio di quello in superficie.
Il mare parla, il mare è madre, il mare è mutamento, il mare toglie, butta fuori e, quando restituisce, quel che ti ritorna non è più come prima.
Ho conosciuto l'esperienza dei silenzi, della meraviglia della Natura, una esplosione di Vita potente e magica, sull'isola di Pianosa. Disabitata, oramai tutto quanto costruito dall'uomo sta ritornando alle origini. Un mare trasparente dalle sfumature turchesi, pesci socievoli, oleandri maestosi dalle fioriture opulente. Spontanee piante di cappero ricoprono i muri sbrecciati, mesembriantemi, elicriso. Ho visto la luna sorgere rossa dal mare e poi splendere illuminandolo in una striscia color platino, montagne ricoperte da boschi rigogliosi, civette curiose, delfini giocosi. Ed il solito bombo, che spaventava le signore in spiaggia inseguendole divertendosi come un matto. Lo guardavo ed immaginavo le sue sensazioni: il caldo, la brezza che gentile gli sfiorava la pelliccia e gli rinfrescava le ali. Il vento tra le antenne, la dolcezza dei fiori di ibisco. La sensazione di divertito potere che otteneva facendo scappare delle creature tanto più grandi di lui.
Domani (fortunatamente) si torna al lavoro. Pronte ci sono le bollette arrivate in attesa di essere pagate, io mi sto spellando irrimediabilmente e ho lasciato mezzo molare attaccato ad un pezzo di cocco sulla spiaggia della Biodola. Povero il mio molare, almeno è morto felice, adorava il cocco. 
Nell'aria c'è il cambiamento, ed ogni cosa è in continuo divenire. Come la marea: vorrei essere come un granello di sabbia. Piccolo, inosservato, apparentemente insignificante. Ma quel granello di sabbia, è comunque parte della spiaggia, un granello di sabbia sopporta tutte le mareggiate senza danni, perchè è piccolo ed al massimo cambia di posto. Un piccolo eterno granello di sabbia.  
    

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